L’Istituto Universitario Europeo: l’Europa che si incontra a Firenze   

Chi, almeno una volta, ha percorso via Bolognese in direzione di Firenze conserva nella memoria il panorama che si apre davanti ai suoi occhi alla fine della lunga curva al termine del primo lungo rettilineo dopo Trespiano. La bellezza della città sorprende chi è alla guida, quasi non se l’aspettasse nessuno lì, in quel punto. Intanto l’auto non si ferma, ma prosegue la sua corsa sulla Bolognese Nuova, costeggiando la collina che il Mugnone separa da Fiesole e inoltrandosi dolcemente nella città: ed è proprio qui che, anche all’osservatore meno attento, si presenta la figura di un convento. Non è una presenza dominante, ma non passa certo inosservata: è la Badia Fiesolana, la sede dell’Istituto Universitario Europeo.

Un po’ di storia

Nel 1972 i sei stati membri della Comunità Europea, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, firmarono un accordo in cui si impegnavano a fondare e sostenere un centro universitario europeo all’avanguardia nel campo della ricerca delle scienze sociali (Economia, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Storia). Nel 1969, i delegati dei vari stati si erano incontrati all’Aia, nei Paesi Bassi, e avevano deciso che la sede dell’istituto sarebbe stata Firenze. Nel 1976, quattro anni dopo, i primi settanta ricercatori dell’IUE, acronimo per Istituto Universitario Europeo (EUI in inglese), mossero i loro primi passi nella Badia Fiesolana. Così come l’Unione Europea, anche l’Istituto Universitario Europeo ha aperto le sue porte all’entrata di nuovi stati membri, fino a raggiungere gli attuali 23. Professori del calibro di Carlo M. Cipolla, Giovanni Sartori e molti altri non meno importanti hanno contribuito negli anni a rendere l’istituto un importante centro a livello europeo per lo studio della nostra società.  

Il rapporto con la città

Tanto forte è il legame che unisce Firenze all’Istituto che la conferenza annuale sullo ‘Stato dell’Unione’, evento cardine dell’Anno Accademico dell’Istituto a cui presenziano personalità di primo piano nella scena politica italiana e dell’Unione Europea, come il Presidente Sergio Mattarella o il Governatore della BCE Mario Draghi.  

Ma ciò che colpisce dell’Istituto è il suo lato internazionale: dalla Turchia all’Estonia, dal Portogallo alla Bielorussia, non è difficile incontrare una persona di uno di questi paesi. Ed anche un breve scambio di parole ci trasporta in un’altra cultura, da cui si può sempre apprendere qualcosa. Un pezzo di città di cui i fiorentini, anche se in gran parte ne ignorano l’esistenza, dovrebbero andare orgogliosi.