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Qualche tempo fa ci siamo occupati, in maniera marginale, ma con grande e sincera curiosità del legame sempre più stretto che si sta generando tra turismo e videogame. Il gioco di cui abbiamo scritto è ormai un classico tra gli appassionati di videogiochi. La saga di Assassin’s Creed ha generato negli anni ricavi per miliardi di dollari e il secondo episodio delle avventure videoludiche dedicate a un’antica e misteriosa setta di guerrieri è stato ambientato proprio a Firenze. E non solo visto che tra le città d’arte e borghi storici d’Italia figuravano anche Venezia, Montepulciano, Monteriggioni e tante altre località ampiamente conosciute da turisti italiani e internazionali.

Beh, dove sta il vantaggio, allora? Viene da chiedersi. La risorsa in questo caso risiede nel fatto che sulla scia del videogame pubblicato da Ubisoft si sono sviluppati nella città di Firenze specifici tour per conoscere i luoghi, riprodotti in maniera estremamente realistica, in cui i player di mezzo mondo hanno giocato seguendo le avventure del protagonista Ezio Auditore. Una forma di turismo videoludico tanto conosciuto come quello cinematografico che ripercorre le location di pellicole più o meno famose. Giusto per fare un esempio a Firenze per molti anni hanno spopolato i Tour Inferno dedicati al successo planetario del libro di Dan Brown e del film diretto da Ron Howard.

Nuovi punti di vista, dunque, per conoscere Firenze attraverso le trame videoludiche che possono trasformasi in un volano importante per le economie locali. A patto di conoscerne i meccanismi che ne stanno alla base e che volendo possono essere impiegati anche per veicolare contenuti culturali. Una forma di marketing turistico per far conoscere e promuovere luoghi d’arte come il capoluogo toscano in maniera divertente, coinvolgente e appassionante per il turista che si trova catapultato in una visita della città interattiva, proprio come se si trovasse all’interno di un videogame.

E in parte le cose stanno davvero così, visto che proprio a Firenze è stata sviluppata un’apposita app videoludica per far conoscere la storia della città. La novità sta, sia nel formato digitale per mobile, molto più fruibile rispetto alle tradizionali guide cartacee, ma soprattutto nei meccanismi adottati per raccontare la città. L’applicazione in questione si chiama, tanto per non dare spazio a dubbi, Firenze Game ed è stata realizzata dal Comune di Firenze, con Linea Comune, Muse e Digital Fun.

Il target di riferimento sono i più giovani che si trovano per le mani una versione in chiave storica di giochi di carte digitali come Magic: The Gathering Online, solo che al posto di draghi, maghi e incantesimi hanno a disposizione luoghi simbolo della città e personaggi che ne hanno definito la storia dal punto di vista scientifico, culturale o artistico Il mazzo a disposizione è suddiviso in quattro diversi colori. Ognuno corrispondente a un’epoca storica. Ogni epoca è contraddistinta dai suoi luoghi e personaggi chiave. Una risorsa importante e qui sta l’integrazione tra spazio digitale e visita reale, è data dalla possibilità di sbloccare contenuti, aggiungendo nuove carte al mazzo, andando direttamente in alcuni luoghi chiave come piazza della Signoria o Palazzo Vecchio.

La possibilità per l’utente di trovare contenuti aggiornati con bonus per le missioni appena completate dimostra tutta la dinamicità del marketing digitale che si avvale di strumenti accattivanti, coinvolgenti e interattivi per intercettare un’utenza sempre più abituata a usare gli strumenti digitali in maniera attiva e dinamica. Se guardiamo al più ampio settore del gioco online ci accorgiamo che l’offerta di bonus di benvenuto e promozioni su piattaforme di gaming digitale come SportPesa si rivela parte integrante dell’esperienza ludica dove la ricompensa è fornita al player ancor prima di iniziare a giocare, secondo i meccanismi proprio del game. A cui segue naturalmente il gioco stesso dove l’utente troverà livelli da sbloccare e ulteriori premi da ricevere a missione compiuta.

È qui che entriamo nel più vasto territorio della gamification dove la narrazione videoludica è impiegata efficacemente per veicolare contenuti culturali volti alla promozione e valorizzazione di un territorio. Facciamo un altro esempio. Un paio di anni fa la Neoclassic Games di Torino ha deciso di trasformare La locandiera di Goldoni in un visual novel videoludico ambientato ovviamente a Firenze. Attraverso il racconto interattivo dal titolo Elisa: The Innkeeper scopriamo così i luoghi della città che fanno da sfondo alla commedia che rinasce a nuova vita attraverso un gameplay accattivante e divertente; senz’altro più accessibile, in epoca digitale, alle generazioni abituate a masticare videogiochi e intrattenimento online per conoscere la storia e l’arte.

Di certo non può essere solo questa la forma del racconto, dopotutto romanzi, poesie o dipinti, rappresentano la struttura di fondo del gameplay, ma questa nuova modalità di fruizione può davvero dare un contributo decisivo per offrire nuovi punti di vista per conoscere una città o un territorio.