fbpx

Boom della card del fiorentino, oltre 4300 vendute in un mese.

Con ieri, 1 novembre, è passato un mese esatto dal lancio della card del fiorentino e, dopo questo breve lasso di tempo, è innegabile che il successo di questa iniziativa sia ampiamente visibile. Ben 4300 tessere sono già state vendute. Per l’assessore alla cultura Sacchi questo è un

“Successo oltre le previsioni, segno della voglia dei fiorentini di riappropriarsi dei propri musei”.

Che cos’è la Card del fiorentino?

Questa è una tessera speciale che consente al titolare l’ingresso illimitato ai musei civici e anche a tre visite guidate a 10 euro l’anno.
La Card permette l’accesso a: Museo di Palazzo Vecchio (inclusi: Scavi del Teatro Romano, Torre e Camminamento di ronda, mostra “Gli Arazzi Medicei nella Sala dei Duecento”), Museo Novecento, Museo Stefano Bardini, Cappella Brancacci, Fondazione Salvatore Romano, Santa Maria Novella (accesso da piazza Stazione 4, dove al momento è visibile la mostra “Leonardo e la Botanica”), Memoriale di Auschwitz, Museo del Bigallo, Museo del Ciclismo Gino Bartali, Forte di Belvedere, Torre San Niccolò, Torre della Zecca, Porta Romana e Baluardo San Giorgio, Porta San Frediano.
La Card è acquistabile presso le biglietterie dei musei civici e anche online (http://bigliettimusei.comune.fi.it/).

“Un successo ben oltre le nostre aspettative – afferma l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – che conferma la bontà della nostra proposta: fornire a tutti i fiorentini un ‘passaporto culturale’ che permetta loro, a prezzo modico, di poter visitare i nostri musei civici, da Palazzo Vecchio al museo Novecento, dal Bardini a Santa Maria Novella, e fruire di tre visite guidate, un modo per farli riappropriare della loro città e dei suoi tesori artistici”.

Questa iniziativa è sicuramente molto positiva anche perché alcuni fiorentini (pochi) non conoscono o non hanno ancora visitato questi musei che però non possono essere ignorati.
Per far parte di una città, sentirsi parte di essa, è imprescindibile conoscere il passato e la cultura della comunità.