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Nino Manfredi, nel quindicesimo anniversario della sua scomparsa, sarà ricordato a Firenze al Teatro del Cestello, dove sarà messo in scena il suo ultimo successo teatrale, “Gente di facili costumi”.

Saturnino Manfredi, altresì chiamato Nino Manfredi, è stato uno degli attori più validi e apprezzati del cinema italiano. Con grande bravura ha saputo alternare ruoli comici con quelli drammatici. Viene considerato, al pari di Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman uno dei principali interpreti della commedia italiana.

Teatro, cinema, televisione e doppiaggi, un artista polivalente, che si è anche applicato nella musica.

Per ricordarlo, a quindici anni dalla scomparsa, il teatro di Cestello ha deciso di omaggiarlo portando sulle scene il suo ultimo cavallo di battaglia “Gente di facili costumi”. L’autore del copione fu proprio Nino Manfredi, che ne era anche il protagonista. Ad accompagnarlo c’era anche Lia Tanzi.

A interpretarlo, invece, sulle assi di San Frediano, sabato 16 e domenica 17 novembre (sabato ore 20,45, domenica ore 16,45) sono altri due assi della prosa, Pietro Longhi e Paola Tiziana Cruciani.

 

A loro il compito di vestire i panni del professore e della sua “rumorosa” vicina del piano di sopra in questo intreccio originale e brillante che attraverso il confronto/scontro tra mondi apparentemente distanti e diversi propone una lucida e assai ironica riflessione sulla nostra contemporaneità, sempre in bilico tra apparenze, convenzioni o convinzioni (spesso errate) e solitudini bisognose solo di qualcuno disposto ad accoglierle. Lui è un intellettuale, lei esercita il mestiere più antico del mondo, insieme assumono il ruolo emblematico di rappresentanti di questa mutevole società, dove il primo presume di appartenere alla casta detentrice del potere culturale, mentre lei, la peccatrice, l’emarginata si esprime con il molto personale linguaggio della “verità”. Con ironia e umorismo la commedia procede in direzione di un progressivo avvicinamento, dal momento in cui il professore, di natura schiva e riservata, esasperato dai rumorosi rientri notturno dell’inquilina del piano di sopra, nonché dalla sua vasca da bagno che perde, decide di affrontarla a viso aperto. Il rapporto da prima conflittuale a poco a poco si trasforma in  studio reciproco, quindi in un’amicizia sempre più tenera, ovviamente innescando nel tragitto situazioni esilaranti intrecciate a confessioni e ingenuità involontarie che smascherano come tutti in fondo, nonostante quello che possiamo pensare di noi stessi, siamo “Gente di facili costumi”.