fbpx

Nel giorno della sua riapertura la Sala Vanni registra subito il tutto esaurito. Una conseguenza anche del forte ridimensionamento della platea, utile a far si che Musicus Concentus – nell’ambito del Network Sonoro curato insieme a Music Pool – potesse ripartire nel primo giorno utile sul calendario, ovvero lunedì 15 giugno, giorno previsto dal Dpcm per la riapertura di cinema e teatri.
L’artista irlandese con base a Firenze ha accolto con gioia la proposta del Musicus Concentus per un’eventuale replica del suo primo live dopo il lockdown, previsto per lunedì 15 e già soldout.
Pertanto giovedì 18 giugno (ore 21:15) si terrà una seconda presentazione di Suite Dreams, il suo terzo album uscito per Warner Music in collaborazione con Casa Musicale Sonzogno.
Nel disco il violoncello diventa epicentro di un mondo immerso nelle atmosfere naturali, delicato ed etereo, in cui l’arte viene assorbita in modo onnivoro per poi espandersi a tutto tondo attraverso la musica, la danza, la poesia e le illustrazioni.
Il percorso che ha ispirato questa produzione  passa dai luoghi che ama: Firenze, la città dove vive ormai da diversi anni e Galway, dov’è nata.  Il disco della violoncellista e cantautrice irlandese è composto da 3 suite la cui prima ‘Silent wood’ è dedicata al parco delle Cascine dove è stata concepito l’album. Il messaggio ha trovato ancora più forza  durante la chiusura forzata del parco.

Autrice sia delle musiche che dei testi, per alcuni dei quali ha usato parole e ispirazioni dello scrittore Percy Bysshe Shelley (“Oak and Sister Spring”), e dell’illustratrice Cicely Mary Barker (“Spring Goes”), Naomi suona in questo disco oltre al violoncello il pianoforte, la chitarra e la concertina.
Una versatilità unica che le permette di unire epoche musicali diverse sotto un unico segno distintivo. Un’abilità interpretativa grazie a cui riesce a condurre il violoncello in generi e mondi incontaminati e a riunire – sotto la stessa ricerca – elementi pre-barocchi, finezze cantautoriali, ritmi sincopati del mondo del jazz e la vitalità del folk irlandese.
Un disco in cui emerge la voglia di osare e sperimentare, come per esempio in “Jig and Reel”, danza folk per la prima volta scritta ed eseguita per violoncello, o in “Prelude”, in cui crea una nuova idea musicale partendo dalla Bourrée della 3° Suite di Bach e cambiandone la metrica e l’armonia.