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Via il rosso e l’arancione. Lunedì 18 gennaio alle 11 la scatola di indumenti raccolti verrà consegnata al presidente Giani. Coppoli (Commercianti Uniti Firenze): “Un anno bianco e contributi adeguati altrimenti chiuderemo tutti”

Firenze, 17 gennaio 2020 – Via gli indumenti arancioni e rossi. Sono tanti i fiorentini che hanno voluto sostenere simbolicamente le attività commerciali aderendo a ‘Firenze in giallo’, il flash mob lanciato dai Commercianti Uniti Firenze contro il sistema a semaforo che suddivide tutta Italia in tre livelli di rischio. I commercianti, balzati alle cronache con la bandiera di ‘Esistiamo’ hanno riservato un ulteriore 10% di sconto a chi ha consegnato accessori o vestiti nel doppio colore. Sette giorni di manifestazione pacifica che culmineranno lunedì 18 gennaio (ore 11) davanti alla sede della Regione Toscana di piazza Duomo quando una delegazione del gruppo consegnerà la scatola con gli indumenti raccolti e chiederà al presidente della Regione Giani un incontro in modo da presentargli le proprie richieste.

Come è andata la prima settimana di giallo? Ci auguriamo che vada meglio la prossima. C’è stata poca affluenza nei negozi e la situazione politica non ha aiutato. Tanti non sanno nemmeno cosa fare, non sanno se possono entrare o meno. Servirebbe continuità, le persone devono prima tornare alla normalità e poi torneranno nei nostri negozi. Questo sistema a semafori non aiuta e in tasca ci sono meno soldi, diversi hanno perso o stanno perdendo il lavoro. Siamo in ginocchio, la maggior parte di noi ha cominciato le svendite per attirare un po’ di clienti ma anche questo non serve a nulla” prosegue Coppoli. Tra le richieste che verranno consegnate al presidente Eugenio Giani lunedì mattina, la revisione dei codici Ateco “in quanto molte categorie, col sistema attuale, sono state escluse dalle misure economiche di sostegno”, l’azzeramento di Cosap, Tari e delle altre imposte legate all’esercizio dell’attività commerciale. Contributi per il pagamento di gas, luce e acqua e contributi a fondo perduto adeguati alle perdite di fatturato. “Alcune attività – conclude Coppoli – chiuse nel periodo di calcolo ristori per ristrutturazioni o riconversioni sono state escluse dalle misure di sostegno. Chiediamo che i rimborsi siano erogati in base alle perdite mensili”.