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Affitti brevi, MyGuestFriend replica a Funaro: “Non confondere gli abusivi con chi rispetta le regole. Le misure della Legge di bilancio rischiano di bloccare gli host regolari”

L’associazione: “Obbligo di partita Iva e nuove aliquote inapplicabili nel centro Unesco: tra regolamento comunale e norme nazionali centinaia di attività rischiano la chiusura immediata


Firenze, 19 dicembre 2025 – «Pur condividendo la necessità di contrastare l’illegalità e di garantire trasparenza nel settore, riteniamo che l’impostazione emersa rischi di confondere il piano del contrasto agli abusi con quello degli host che operano nel pieno rispetto delle regole, creando ulteriore incertezza in un momento già estremamente critico». E’ quanto dichiara Gianni Facchini, presidente di MyGuestFriend, associazione che rappresenta oltre 700 host dell’area fiorentina, a proposito delle ultime dichiarazioni della sindaca Sara Funaro.  Facchini esprime forte preoccupazione, infatti, anche per le misure sugli affitti brevi inserite nella bozza della Legge di bilancio 2026, che prevedono cedolare secca al 21% sul primo immobile, 26% sul secondo e obbligo di partita Iva dal terzo appartamento in poi.

Una norma che, se approvata così com’è, rischia di essere tecnicamente inapplicabile per molti proprietari, soprattutto nel centro Unesco di Firenze, dove il regolamento comunale blocca qualsiasi nuova attivazione di affitti brevi. L’apertura della partita Iva comporta infatti una nuova Scia e il rilascio di un nuovo Cin: un passaggio che l’amministrazione non può autorizzare nella zona vincolata. Il risultato sarebbe la chiusura immediata dell’attività, con prenotazioni già acquisite per il 2026 e conseguenti costi di riprotezione.

Inoltre, molti proprietari non hanno materialmente la possibilità di aprire una partita Iva, e quasi tutti avrebbero bisogno di tempi ben più lunghi per adeguarsi, essendo già operative diverse prenotazioni future.
«Aprire una partita Iva non è come comprare un pacco di biscotti – afferma Gianni Facchini, presidente di MyGuestFriend – e imporre questo passaggio dal 1° gennaio significa ignorare totalmente i processi amministrativi necessari e le prenotazioni già in essere. Nel centro Unesco, poi, l’obbligo sarebbe un vicolo cieco: chi oggi lavora legalmente non potrebbe più farlo, per effetto combinato della legge nazionale e del regolamento comunale».

Facchini sottolinea anche l’incoerenza della logica fiscale: «Non si capisce perché il terzo appartamento debba essere trattato da attività imprenditoriale, mentre chi possiede venti immobili, giusto per fare un esempio, a lungo termine continui a pagare la cedolare al 21%. Sono misure incoerenti, pensate più per un messaggio politico che per una reale regolazione del settore».
MyGuestFriend chiede una fase transitoria adeguata e l’avvio di un confronto urgente con il Comune di Firenze, «per evitare – conclude Facchini – che norme disallineate tra Stato, Regione e Comune producano un danno ingiustificato agli host e al sistema turistico cittadino».

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