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Dopo la nascita di una moschea abusiva nei pressi di San Jacopino, che ha creato tante perplessità e preoccupazioni, ancora si cerca una soluzione che possa coniugare sicurezza e libertà di culto. Il sindaco Nardella aveva portato avanti la possibilità di utilizzare provvisoriamente l’aula bunker di Santa Verdiana ma la presidente del tribunale frena.

Problema moschea a Firenze

Da anni oramai si trascina dietro il problema se concedere oppure no alla comunità musulmana la possibilità di avere un proprio luogo di culto ove pregare. Le richieste, portate avanti dall’Imam, nonché presidente dell’Ucoii, Izzedin Elzir, sono chiare: lo spazio deve avere almeno 6-7 mila metri quadrati, ben collegato con i mezzi pubblici e deve essere multifunzionale; deve poter ospitare quindi, oltre ad una sala di preghiera anche una biblioteca, un archivio, un centro studi, un’area per dibattiti e incontri e un punto di ristoro.

Per poter avere una moschea di tali dimensioni però si prospetta per la comunità musulmana fiorentina e di provincia tempi di attesa medi se non lunghi di attesa.

Individuazione dell’area

Periodi così lunghi per la realizzazione di tale progetto sono dovuti alla difficoltà di trovare un area sufficientemente grande che possa contenere una struttura così articolata. Vi erano già state delle proposte nel corso del tempo, ma erano state rifiutate dalla comunità mussulmanana, perchè ritenute con spazi non sufficienti o non abbastanza collegati con i mezzi pubblici.

Nel settembre dell’anno scorso, la svolta. Oramai sembrava di essere arrivati alla conclusione del dibattito grazie all’asta pubblica per l’acquisto dell’ex deposito Ataf di via Fabrizio de Andre’. La comunità islamica portò avanti una sua offerta che poi venne però ampiamente superata dalla Bi Auto Spa di Sesto Fiorentino.

Nardella, la proposta dell’aula bunker e il rifiuto della presidente.

Per poter garantire una situazione provvisoria ove poter far incontrare la comunità musulmana e concedergli un luogo ove pregare tutti insieme, il sindaco Nardella, pressato dalle preoccupazioni dei cittadini di San Jacopino dovute alla nascita della moschea abusiva, ha proposto qualche settimana fa di sfruttare l’aula bunker dell’ex tribunale di Firenze. Una struttura capiente, in pieno centro storico e ben collegata con la provincia. L’identikit perfetto.

 

La proposta del sindaco però è stata rimandata al mittente da parte della presidente del tribunale Marilena Rizzo. Questa aula non viene ancora utilizzata a causa di difetti del nuovo palazzo di giustizia che non garantiscono la massima sicurezza al contrario di quella appena citata. L’aula bunker inoltre dovrebbe essere utilizzata per videoconferenze e rogatorie internazionali. Insomma, niente da fare. Dal tribunale arriva l’invito al sindaco di guardare verso altri lidi.

La “soap opera” riguardante la moschea si arricchisce quindi di un nuova capitolo e la “patata bollente” torna in mano al primo cittadino Nardella, che deve nuovamente cambiare strategia e trovare nuove soluzioni. Non semplice come impresa, visto le richieste da parte della comunità islamica e le opposizioni del centrodestra, che proprio non vogliono sentir parlare di questa opera.