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La denuncia di Nardi: “Carenza di personale, chiusure prolungate di piccoli uffici, code interminabili e solo mascherine chirurgiche”.

“In questi giorni di pagamento di pensioni e tredicesime, sono emersi i soliti problemi che caratterizzano Poste Italiane negli ultimi tempi: grave carenza di personale agli sportelli, chiusure prolungate a oltranza di piccoli uffici e code interminabili davanti agli uffici postali aperti. Tutto questo in piena pandemia, con la Toscana ancora confermata in zona rossa, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e soprattutto dei lavoratori” afferma Renzo Nardi, segretario regionale FNC UGL comunicazioni Toscana.

“Sono mesi – sottolinea Nardi – che chiediamo interventi risolutivi, soprattutto per regolamentare gli accessi agli uffici postali e per garantire una maggiore sicurezza e protezione ai lavoratori, ma l’azienda fino a ora ha fornito solo risposte deboli e non risolutive. Basti pensare che l’azienda, già da questo mese, ha predisposto la fornitura di mascherine per gli operatori di tipo chirurgico e non più di tipo FFP2 come avveniva da mesi, abbassando così notevolmente il livello di protezione. Avevamo anche sollecitato interventi urgenti, come maggiori e frequenti interventi di santificazione degli uffici e come la necessità di dotare di una vigilanza esterna gli uffici postali con un cospicuo numero di utenti, per evitare assembramenti e per evitare atti violenti e minatori nei confronti dei colleghi, che purtroppo si registrano quotidianamente”.

“Anche dal lato dei Portalettere le cose non vanno meglio. Con il ritorno della regione in zona rossa e con un picco esponenziale delle consegne, legato al mondo dei pacchi e dell’e-commerce nel periodo prenatalizio, avevamo chiesto che si ristabilissero le regole di consegna in vigore durante il lockdown, evitando così al massimo il contatto dei postini con le persone, ma anche su questo l’azienda non ha risposto positivamente alle nostre richieste. Altro capitolo preoccupante – rimarca – sono i centri di smistamento, come quello di Sesto Fiorentino, che sono sotto pressione per l’elevatissimo volume di posta da lavorare in questo periodo e dove ci sono veri e propri focolai, con un elevato numero di colleghi contagiati e dove, anche lì, abbiamo chiesto una serie di interventi per aumentare i controlli e diminuire il rischio dei lavoratori senza ottenere però quanto chiedevamo”.

“Ringraziamo quindi il prof. Conte per averci definito ‘avamposti delle istituzioni’, ma in questa grave situazione ci sentiamo abbandonati e privi di tutele, perciò già dai prossimi giorni, definiremo con la categoria modalità e azioni di lotta per chiedere e ottenere maggiori tutele e maggiore sicurezza” conclude Nardi.