Siete pronti ? Questa settimana faremo un esperimento. Ci immagineremo chiusi per un giorno intero al Museo Fiorentino degli Uffizi per cercare di capire, “cosa e come vedono” le immense opere lì custodite, i turisti che arrivano da tutto il mondo. Avete presente gli Uffizi? Partiamo dalle basi

Gli Uffizi, una storia eterna

La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capolavori della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Armiamoci di mappa dettagliata del museo, prendiamo una macchina fotografica e immaginiamoci invisibili. Sono le 8.15. Entriamo e ovviamente nessuno ci nota. Partiremo con il nostro esperimento dalla sala 2 “Il Duecento e Giotto” e dalle 5 e 6 “Il Gotico Internazionale”. Siamo dunque nella sala dove tra poco i turisti potranno ammirare le Maestà di tre grandi protagonisti della vicenda artistica toscana del Medioevo: Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto. Sulla sinistra c’è Duccio di Buoninsegna con la Madonna Rucellai dipinta intorno al 1285, a destra Cimabue con la Madonna di Santa Trinita dipinta tra il 1280 e il 1290, e al centro Giotto con la splendida Madonna di Ognissanti dipinta intorno al 1310.

Esplorare le sale

Ci mettiamo in un angolo. Aspettiamo. Entrano gruppi di turisti armati di emozione tangibile. C’è un signore davanti a noi. Elegante. Evidentemente nordico. Immaginatevelo: questi c’hanno il ghiaccio, quando mai avranno visto un’opera di Cimabue. La contempla con uno sguardo innamorato. Per un attimo potremmo pensare che venga colto dalla sindrome di Stendhal (che non a caso viene anche detta sindrome di Firenze, visto che proprio qui si è spesso manifestata). Sposta lo sguardo e viene letteralmente catturato dalla Maestà di Giotto, dove effettivamente più turisti sono assiepati. E’ qua, in questa opera datata 1310, che per la prima volta viene reso visibile il corpo della Madonna, sotto le vesti. Il nostro turista che potremmo chiamare Ágúst ne rimane estasiato. Sa che quello è un capolavoro vero. Si leva la giacca. L’emozione è palpabile nonostante sia consapevole di essere appena all’inizio del suo percorso. Entra così nella sala 5/6 quella del Gotico. Non si aspettava di trovare nulla che potesse colpirlo particolarmente finché non si è trovato di fronte l’Adorazione dei Magi. Una cosa da rimanere senza fiato. Per la prima volta ci troviamo di fronte ad una sola scena dove si è riusciti a rappresentare l’intera storia, che inizia dall’ alto con i tre Re Magi che vedono la stella cometa e che poi la seguono viaggiando attraverso Gerusalemme fino a Betlemme. Immaginatevi Ágúst. Noi siamo di fronte a lui e lui è di fronte ad una reale meraviglia.

Dormire nella sala dedicata al “Rinascimento”

Prende il suo ziano, con fare emozionato entra nella sala 7 quella dedicata al Rinascimento. E’ qui che si trova la bellissima “Sant’Anna Matterza” di Masaccio in cui per la prima volta nell’arte la Madonna e il Bambino hanno una fisicità quasi statuaria. Ágúst è senza parole. Cerca l’angolazione giusta per osservarla. I suoi occhi si illuminano. E con i suoi, i nostri. Cominciamo veramente a capire perché la gente faccia letteralmente il giro del mondo per riuscire a venire almeno una volta nella vita a Firenze. Ágúst si ferma. Beve. E’ esterrefatto per quello che sta vedendo. Entra nella Sala 8 dove è esposta la celeberrima “Madonna col bambino e due angeli” di Filippo Lippi che in realtà la leggenda narra essere il ritratto della sua amata Lucrezia madre dei suoi due figli. Il nostro turista rimane folgorato da tanta bellezza. E ricorda quando queste opere le osservava nei cataloghi nella lontana Islanda. E li osservava di notte, con le candele accese per acuire l’emozione. Ripensava a ci che aveva visto e osservava quello che aveva di fronte agli occhi. La maestosità dell’arte fiorentino lo stavano
inebriando più di quanto avesse potuto immaginare.

Leonardo Da Vinci, la sala magica

Entra così nella sala 15. Quella di Leonardo Da Vinci. Quella dell’Annunciazione dove per la prima volta nella pittura il ventenne Leonardo applica il suo famoso “sfumato” nel paesaggio circostante. Ágúst è letteralmente impazzito e vorrebbe passare immediatamente alla sala 10, quella della Nascita di Venere e della Primavera del Botticelli, ma ha deciso di lasciarsela per ultima. Ha fame di arte e cultura. Il tempo passa e lui non se ne rende neanche conto. Deve ancora vedere la Sala 35 prima di scendere al primo piano. Già, la sala 35: quella famosa in tutto il mondo per il suo conservare il Tondo Doni di Michelangelo: l’unico dipinto al mondo a tempera su tavola, di sicura attribuzione al grandissimo artista. Ágúst se ne innamora al primo sguardo. Passa di fronte al Tondo Doni almeno mezz’ora osservandone ogni piccolissimo particolare. Ed è allora che decide di andare nella Sala 15. E’ giunto il momento di vedere i capolavori del Botticelli. Ágúst non ha bisogno di guide. Si muove sicuro da una stanza all’altra sapendo esattamente a cosa andare incontro. E così sa bene, che in quella sala, accanto ai capolavori del Botticelli c’è anche un’altra opera importantissima: lo splendido Trittico Portinari (1477-1478 circa) di Hugo van der Goes, celebre artista fiammingo, che avrebbe con le sue opere influenzato i pittori fiorentini e lo stesso Botticelli. E poi quella sala. L’ultima. Quella che Ágúst in questa frenetica giornata si è lasciato per chiudere la sua straordinaria giornata. Quella dedicata a Michelangelo Merisi, il Caravaggio.

Sala 90: testa di Medusa

La sala 90. Impressionante è lo sguardo del nostro Ágúst. Rimasto completamente rapito da lo Scudo con la testa di Medusa, che secondo la tradizione sarebbe l’autoritratto del pittore da giovane. Così come di fronte al Bacco con la coppa di vino, con effetti straordinari nella resa dei particolari che sembrano veri. Ágúst con il Genio “maledetto” Caravaggio ha finito la sua giornata. E noi con Lui. Tornerà sicuramente nella Sua terra più ricco di quando era partito. E noi lo stesso.