Il voto si avvicina. In città compaiono i primi cartelloni dei candidati. Con alcune differenze lampanti tra loro.

Ecco svelati gli slogan, che non sono semplici annunci ma celano una costruzione di significato, scelti da Dario Nardella e Ubaldo Bocci per la campagna elettorale.

Il Centrosinistra

Intorno ad uno stesso modulo la costruzione narrativa di Dario Nardella. Firenze è dialogo. Firenze è movimento. Firenze è crescita. La semplicità che funziona sempre.

Una grande è che racchiude l’immagine di un ragazzo che aspetta la tramvia, mezzo sul quale le Giunte di Centrosinistra tanto hanno investito. Uno scatto che ha poco di fiorentino. Più europeo. Quasi da metropoli. A rimarcare quanto sia cambiata la città: una Firenze che si è scrollata di dosso quella pesante aria di provincia per entrare dalla porta principale in Europa. Come? Con la tramvia e l’aeroporto.

Quindi tutti quei valori condivisi che contribuiscono a creare una comunità, in particolar modo il dialogo. Valori che un elettore di Sinistra sente minacciati dalla discesa dei populisti e che l’attuale sindaco di promette di difendere.

Il Centrodestra

Gli strateghi di Ubaldo Bocci hanno scelto invece “Il sindaco prossimo”. Non il prossimo sindaco che chiaramente sarebbe stato pretenzioso. Prossimo perché vicino. Un concetto avvalorato da quel “essere dove Firenze chiede”.

Essere nelle periferie. Essere al fianco dei cittadini marginali. Essere accanto a chi soffre. Essere dove oggi il Centrodestra prende voti e intatti Bocci è partito dall’Isolotto. Di contro Nardella dal centro.

Prossimo anche perché Bocci ha fatto di tutto, al netto dello scivolone sul campo da cricket, pur di non far emergere il suo lato più borghese, più elitario. Prossimo perché può anche diventare sindaco ma resterà sempre un uomo del popolo.

Slogan efficaci

Due scelte comunicative efficaci che puntano ad un elettorato ben preciso.