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Casa-museo Giovanni Da Verrazzano, al via le visite guidate nel castello chiantigiano

Pronta anche l’affiliazione all’associazione nazionale case della memoria

La Casa-Museo Giovanni da Verrazzano ha aperto le porte al pubblico. Dopo l’inaugurazione dello scorso aprile in occasione del Verrazzano Day, questa mattina la “visita-zero” ha dato il via ufficiale al percorso dedicato al grande navigatore. L’itinerario si sviluppa all’interno dell’omonimo Castello chiantigiano dove Giovanni nacque nel 1485 e dove maturarono le prime aspirazioni al viaggio e ai commerci, volte poi a tentare la sfida oceanica alla ricerca del mitico “passaggio per le Indie”.

Attraversando le stanze del Castello, il visitatore ricostruisce non solo la vita di un personaggio straordinario – unico tra i grandi esploratori per la sua sete di conoscenza e l’interesse verso “l’altro”, le popolazioni sconosciute incontrate nei viaggi – ma anche la storia di una tipica villa-fattoria chiantigiana, con oltre otto secoli di vita agraria. Qui si respirano le atmosfere aristocratiche toscane, segnate da quella propensione al bello che nei decenni ha arricchito quegli ambienti di oggetti e opere d’arte di grande pregio.

L’apertura della Casa-Museo è stata promossa dalla Fondazione Giovanni da Verrazzano, presieduta da Luigi Giovanni Cappellini, e sostenuta dalle produzioni vitivinicole locali. L’istituto, oggi punto di riferimento per la divulgazione e la conoscenza della figura del Navigatore, affianca all’attività accademica ed editoriale questa nuova proposta culturale, che rappresenta un forte elemento di differenziazione e una nuova modalità di fruizione del territorio.

Il giorno dell’apertura coincide anche con l’ufficializzazione dell’affiliazione all’Associazione Nazionale Case della Memoria, che riunisce le dimore – oggi musei – in cui vissero personalità illustri della cultura, dell’arte, della scienza e della storia. La Casa-Museo Giovanni da Verrazzano inaugura una categoria finora assente: quella dei viaggiatori ed esploratori.

«Questa data segna per noi un traguardo importante – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione nazionale Case della Memoria -. È un bel risultato accogliere nella nostra rete la Casa-Museo Giovanni da Verrazzano. Un luogo di grande valore storico e culturale, che arricchisce la nostra associazione di una nuova categoria di persone illustri. Quelle che, con i loro viaggi, hanno allargato gli orizzonti della conoscenza».

«Conservare la memoria di una grande personalità senza dimenticare i luoghi che ne hanno accompagnato vita e formazione. È con questo spirito che si muove una realtà come Casa-Museo Giovanni da Verrazzano – dice Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione nazionale Case della Memoria -. Lo stesso spirito che anima la nostra associazione. Castello e paesaggio nel Chianti offrono al visitatore la possibilità di conoscere meglio la figura dell’esploratore, approfondendone la storia con il percorso museale».

Dichiara il Presidente della Fondazione Giovanni da Verrazzano Luigi Giovanni Cappellini: «Questa apertura ci offre l’occasione di presentare e raccontare in modo autentico la figura straordinaria di Giovanni da Verrazzano, ancora oggi poco conosciuta. Attraverso oggetti, ritratti ed espedienti narrativi, la Casa Museo delinea il carattere straordinariamente moderno del Navigatore e ne rende accessibile la storia, mettendone in dialogo la personalità di fulgido esempio del Rinascimento fiorentino con l’ambiente della villa fattoria di famiglia: emerge un rapporto gentile con il paesaggio del Chianti, e le sue attività umane, la cornice ideale per far conoscere un personaggio, che va ad aggiungersi alla nostra opera editoriale»

In breve

Giovanni da Verrazzano nacque intorno al 1485 da Pier Andrea di Bernardo Verrazzano e Fiammetta Capelli (Coronelli). Tra il 1507 e il 1508 si stabilì a Dieppe, nella Francia atlantica, dove entrò in contatto con i maggiori esponenti della marina francese. Nel 1522-1523 persuase il re Francesco I a finanziare una spedizione per individuare un passaggio a Occidente dall’Atlantico al Pacifico. Fu così il primo esploratore a descrivere le coste orientali degli attuali Stati Uniti d’America, raggiungendo il 17 aprile 1524 l’odierna baia di New York. Nel 1528, durante una terza spedizione, fu catturato e ucciso da una tribù di cannibali.

Con Colombo, Caboto e Vespucci, Verrazzano è uno dei grandi navigatori italiani e una figura centrale dell’era rinascimentale delle scoperte, che contribuì a caratterizzare con il suo approccio di esploratore-umanista fiorentino.

La Fondazione Giovanni da Verrazzano, nata come evoluzione di un centro di studi dedicato al Navigatore e promotrice dell’intitolazione del celebre ponte di New York, è stata formalmente istituita presso il Castello di Verrazzano su impulso di Luigi Giovanni Cappellini, proprietario dei luoghi. L’istituto conserva e divulga la memoria di Giovanni, promuove la ricerca accademica, organizza manifestazioni e cura una produzione editoriale che include la prima ristampa anastatica del Codice Cellere, la più accurata versione della lettera-relazione del viaggio inviata da Verrazzano a Francesco I e che vanta preziose annotazioni di proprio pugno del navigatore.

Nel 2024 la Fondazione ha organizzato le celebrazioni dei 500 anni dell’arrivo nella Baia di New York; nel 2026 ha promosso la trasformazione del Castello in Casa-Museo.

L’allestimento si sviluppa all’interno della Dimora Storica del Castello di Verrazzano, bene riconosciuto di interesse pubblico dal Governo Italiano. Il complesso comprende anche i giardini e la Cappella gentilizia. All’interno è presente l’Archivio riconosciuto ufficialmente  “di interesse storico”, oltre ad arredi d’epoca, opere e cimeli.

La chiave narrativa è duplice: da un lato il visitatore ripercorre la vicenda del Navigatore, dall’infanzia campestre alla formazione mercantile e marinara, fino alle celebrazioni sei-settecentesche, all’Umanesimo e ai progressi tecnico-scientifici che permisero agli europei di varcare gli oceani. Dall’altro, la Casa racconta la storia della “villa-fattoria”, tipica struttura agricola chiantigiana attraverso le sue trasformazioni, gli arredi, la collezione di quadri, l’oggettistica e le curiosità che hanno reso celebre la campagna del Chianti.

Ogni visita sarà guidata e supportata da strumenti di mediazione museale.

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