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Affitti brevi a Firenze, MyGuestFriend dal ministro: “Contrari a restrizioni generalizzate”

L’associazione fiorentina, che riunisce circa 500 piccoli proprietari e operatori della ricettività extra alberghiera, ricevuta da Mazzi: “La seconda casa per molti è una pensione integrativa. Se si vuole aumentare l’offerta in affitto, bisogna tutelare anche chi mette a disposizione il proprio immobile”


Firenze, 20 settembre 2026 – «La proposta europea sulla proprietà immobiliare appare una minaccia per il ceto medio italiano». È il messaggio lanciato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi al termine dell’incontro con le associazioni del settore, tra cui MyGuestFriend, associazione fiorentina che riunisce circa 500 piccoli proprietari e operatori della ricettività extra alberghiera.

«Ho incontrato oggi le associazioni più rappresentative del turismo e della ricettività collegata agli affitti brevi. Ho raccolto la loro profonda preoccupazione sulla proposta di regolamento del settore da parte della Commissione europea», ha detto Mazzi. «Effettivamente questo documento da un lato parrebbe minacciare il ceto medio d’Europa colpendo la piccola proprietà immobiliare, in particolare quella degli italiani, dall’altro non sembra portare alcun beneficio evidente al turismo e ai turisti, e nemmeno ai residenti».

Il nodo dell’Affordable Housing Act

La preoccupazione dell’associazione fiorentina riguarda in particolare il nuovo Affordable Housing Act, presentato dalla Commissione europea il 9 settembre. La proposta punta a fornire agli Stati membri, alle Regioni e ai Comuni un quadro comune per intervenire nelle aree caratterizzate da forte pressione abitativa, anche attraverso misure sugli affitti brevi. Il testo prevede però che eventuali restrizioni siano mirate e giustificate: prima di introdurle, le autorità dovrebbero dimostrare che gli affitti brevi hanno prodotto per almeno tre anni un effetto significativo sulla disponibilità o sull’accessibilità delle abitazioni e che misure meno restrittive non sarebbero altrettanto efficaci.

Si tratta inoltre di una proposta e non di una normativa già in vigore: il testo dovrà ora proseguire il proprio iter legislativo europeo.

«Siamo contrari a provvedimenti generalizzati dell’Unione europea – spiega il presidente di MyGuestFriend Giovanni Bronzetti –. I nostri soci sono piccoli proprietari, non grandi gruppi immobiliari. Per molti la seconda casa rappresenta il frutto dei risparmi di una vita e, in alcuni casi, una vera e propria pensione integrativa. Il mattone è sempre stato una delle principali forme di risparmio delle famiglie italiane».

Distinguere piccoli proprietari e grandi operatori professionali

L’associazione chiede quindi che eventuali interventi tengano conto delle diverse realtà territoriali e della dimensione effettiva del fenomeno, evitando di mettere sullo stesso piano piccoli proprietari e grandi operatori professionali.

MyGuestFriend condivide, in questo senso, l’impostazione annunciata dall’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Firenze Jacopo Vicini, che ha posto l’accento sulla necessità di distinguere tra chi mette a reddito una seconda casa come integrazione del proprio reddito e chi opera invece con logiche di grande rendita immobiliare.

«È una distinzione che non può rimanere soltanto nelle dichiarazioni, ma deve tradursi in criteri chiari e verificabili – sottolinea Bronzetti –. Le famiglie che rappresentiamo sono in larga parte piccoli proprietari, per i quali la seconda casa è un’eredità o rappresenta il futuro dei figli. Sono proprio loro ad avere interesse affinché questa differenza venga riconosciuta anche dalle regole, perché sarebbero tra i più esposti se le nuove norme trattassero allo stesso modo realtà profondamente diverse. Per questo chiediamo di essere coinvolti fin da subito nel lavoro tecnico che il Comune sta avviando sull’analisi dei dati».
«Il tema della casa e quello delle locazioni brevi sono collegati, ma non possono essere sovrapposti automaticamente – continua Bronzetti –. Prima di introdurre nuove limitazioni è necessario valutare i dati, le caratteristiche dei diversi territori e gli effetti concreti delle misure già adottate».

Per MyGuestFriend, se l’obiettivo è aumentare l’offerta di abitazioni in affitto, occorre intervenire anche sulla tutela dei proprietari.
«Se vogliamo che sempre più proprietari mettano le proprie case sul mercato degli affitti residenziali, dobbiamo creare le condizioni perché si sentano tutelati. Oggi ci sono proprietari che, in caso di morosità, possono trovarsi per mesi o anche più a lungo nell’impossibilità di rientrare in possesso dell’immobile. È un elemento che incide sulle scelte di chi deve decidere come utilizzare il proprio patrimonio».

Una delle conseguenze, compravendite in calo

Anche il mercato fiorentino, secondo l’associazione, offre un elemento di riflessione. Nel secondo trimestre 2026 le compravendite residenziali sono diminuite dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate.
«A Firenze gli effetti della regolamentazione si stanno già misurando in un mercato immobiliare che mostra segnali da osservare con attenzione – continua Bronzetti –. Se vogliamo affrontare davvero il problema abitativo dobbiamo aumentare l’offerta di case, ma anche tutelare chi decide di metterle a disposizione. Residenti e piccoli proprietari non sono categorie contrapposte: abbiamo lo stesso interesse a mantenere vive le città».
L’associazione chiede quindi che il confronto con le istituzioni europee e locali prosegua senza automatismi e con regole proporzionate alle diverse realtà territoriali, valorizzando anche gli strumenti che possono aumentare l’offerta abitativa.

«Siamo disponibili a discutere di regole, controlli, legalità e sostenibilità – conclude Bronzetti –. Ma se si vuole che i proprietari scelgano l’affitto residenziale, bisogna anche garantire loro strumenti efficaci e tempi certi in caso di morosità. Altrimenti il rischio è intervenire sulla domanda senza aumentare realmente l’offerta».
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