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Firenze sempre più città del lusso, MyGuestFriend: “II turismo non può diventare per pochi”

Il presidente Bronzetti: “Non siamo contrari ai cinque stelle, ma puntare sulla clientela alto-spendente fa salire i prezzi e mette in difficoltà le attività rivolte alla fascia media. Affitti brevi ed extralberghiero mantengono Firenze accessibile anche a chi non ha grandi capacità di spesa”

Firenze, 26 settembre 2026– «Firenze può scegliere di attrarre un turismo sempre più alto-spendente, ma deve chiedersi quale città rischia di costruire. Non siamo contrari agli hotel a cinque stelle, né tantomeno agli investimenti di qualità. Il problema nasce quando il lusso diventa una linea strategica dominante e, contemporaneamente, si cerca di comprimere proprio quella parte dell’offerta ricettiva che permette di soggiornare in città anche a chi dispone di budget più contenuti». A intervenire è il professore Giovanni Bronzetti, presidente di MyGuestFriend, associazione fiorentina che riunisce circa 500 piccoli proprietari e operatori della ricettività extralberghiera, dopo i nuovi dati sulla crescita degli alberghi di lusso a Firenze.

Sempre più 5 stelle in città

Nel 2015 gli hotel a cinque stelle in città erano 17 su 389 strutture alberghiere. Al 30 giugno 2026 erano diventati 30 su 364, con 1.845 camere e 4.672 posti letto. A questi si aggiungono le nuove aperture, a partire da Palazzo Sogni in via Martelli. Una crescita che negli ultimi anni ha registrato una forte accelerazione: i cinque stelle erano 22 nel 2021 e 26 nel 2024.

«È evidente che esiste una domanda internazionale per questo tipo di strutture ed è legittimo che il mercato risponda – osserva Bronzetti –. Ma una città che orienta sempre di più la propria offerta verso una clientela con elevatissima capacità di spesa inevitabilmente produce effetti anche sul resto del tessuto economico. I prezzi tendono ad adeguarsi alla capacità di spesa della clientela e per negozi, ristoranti e attività che si rivolgono prevalentemente ad una fascia media diventa sempre più difficile trovare spazio».

Oltre 600 euro per una camera doppia, chi può permettersi Firenze?

I prezzi degli alberghi di lusso fotografano bene la distanza tra i diversi segmenti del mercato: per una doppia nella notte di Ognissanti si parte da circa 644 euro, con gran parte dell’offerta fra mille e duemila euro e suite che possono raggiungere diverse migliaia di euro a notte. 

Ed è proprio in questo scenario, secondo MyGuestFriend, che cambia anche il ruolo della ricettività extralberghiera. «Gli affitti brevi e, più in generale, l’extralberghiero rappresentano anche un presidio di accessibilità – prosegue Bronzetti –. Consentono a famiglie, giovani, gruppi di amici e visitatori con una capacità di spesa normale di pernottare a Firenze. In altre parole contribuiscono a mantenere un turismo democratico e non plutocratico. Se progressivamente riduciamo questa offerta mentre aumentano le strutture rivolte alla fascia più ricca del mercato internazionale, dobbiamo almeno interrogarci su chi potrà permettersi Firenze tra qualche anno».

Una questione che, sottolinea l’associazione, non riguarda soltanto i turisti. La crescita del segmento alto di gamma può infatti avere ripercussioni sull’intera economia del centro storico, perché attività commerciali e servizi tendono a modellarsi sulla domanda presente. «Non diciamo che il lusso debba essere fermato – precisa Bronzetti –. Diciamo esattamente il contrario: deve poter convivere con un’offerta diversificata. Una città turistica sana non può rivolgersi a un solo segmento di clientela. Deve esserci posto per chi può spendere mille euro per una camera e per chi ne può spendere cento o centocinquanta».

Affitti brevi, si apra un confronto

È in questo quadro che MyGuestFriend torna a contestare la politica di Palazzo Vecchio sugli affitti brevi. «Diventa sempre più difficile comprendere la contrapposizione frontale del Comune nei confronti delle locazioni turistiche – afferma Bronzetti –. Da una parte Firenze accoglie una strategia che punta con decisione sul turismo di alta gamma; dall’altra considera un problema una parte dell’offerta che contribuisce a mantenere la città economicamente accessibile a una platea molto più ampia. È una contraddizione sulla quale chiediamo all’amministrazione di aprire un confronto serio, al quale siamo disponibili da subito».

 

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