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«Basta deroghe, servono regole uguali per tutti»

Ecco la posizione dell’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia

La carenza di infermieri non può essere affrontata indebolendo le regole che garantiscono la qualità e la sicurezza dell’assistenza. È la posizione dell’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia, che richiama l’attenzione sul ricorso all’esercizio professionale in deroga per gli infermieri con titoli conseguiti all’estero, una misura nata durante l’emergenza pandemica e prorogata fino al 31 dicembre 2029.

«Non possiamo accettare che, a parità di responsabilità assistenziali, esistano percorsi di accesso alla professione sottoposti a sistemi di verifica differenti – afferma David Nucci, presidente di Opi Firenze-Pistoia –. Il problema non riguarda la provenienza dei professionisti, che rappresentano una risorsa importante per il nostro sistema sanitario, ma la necessità di garantire a tutti gli stessi standard di formazione, competenza, aggiornamento e responsabilità deontologica. La carenza di personale è reale, ma prorogare le deroghe non può diventare un’alternativa alla programmazione e alla valorizzazione della professione».

Secondo i dati diffusi dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) nel dicembre 2025, in Italia erano quasi 20mila gli infermieri non certificati attraverso il percorso ordinistico. «In Toscana, al 31 dicembre 2025, le domande presentate per l’inserimento nell’elenco regionale erano 348 – riporta Nucci -. Di queste, 213 avevano completato positivamente l’iter di ammissione, mentre gli iscritti ancora presenti nell’elenco a fine anno erano 178. Tra i candidati, 21 non avevano superato al primo tentativo la prova di conoscenza della lingua italiana».

«La Toscana dimostra che è possibile prevedere verifiche specifiche, a partire dalla conoscenza della lingua italiana – prosegue Nucci –. Occorre però rendere il sistema più omogeneo e garantire controlli verificabili anche sulle competenze cliniche, sull’aggiornamento professionale e sulle coperture assicurative. Servono elenchi speciali ordinistici e percorsi rapidi per il riconoscimento dei titoli, ma rigorosi nei requisiti. La sicurezza delle cure non può dipendere dalle modalità amministrative con cui si accede al sistema sanitario».

Per Opi Firenze-Pistoia, la revisione delle deroghe deve accompagnarsi a interventi strutturali per rendere la professione infermieristica più attrattiva: retribuzioni adeguate, migliori condizioni di lavoro, possibilità di carriera e riconoscimento delle competenze. «Non si può continuare a chiedere agli infermieri di assumersi responsabilità crescenti senza affrontare le ragioni che rendono difficile reperire e trattenere personale, pretendendo contemporaneamente di risolvere la carenza attraverso percorsi professionali non equivalenti. La risposta alla carenza deve partire dagli investimenti sulla professione e da un sistema di garanzie uniforme per tutti, nell’interesse degli infermieri e soprattutto dei cittadini», conclude Nucci.

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