L’iniziativa è promossa da Associazione Nazionale Case della Memoria e Casa Studio Piero Bargellini
Ancora altri appuntamenti in programma nel calendario di “Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”. Giovedì 5 novembre (ore 17), la Biblioteca delle Oblate ospiterà la presentazione del volume “Voci dall’Alluvione – Lettere al Sindaco Piero Bargellini e a sua moglie Lelia”, a cura di Annegret Hoehler curatrice dell’archivio della Casa Studio di Piero Bargellini. A seguire la stessa Annegret Hoehler e Neri Binazzi dell’Università degli Studi di Firenze con un intervento su “Quale lingua per il sindaco?”. Letture e voci di Dimitri Frosali e Roberta Pratesi. Al centro del libro ci sono le lettere inviate tra il 1966 e il 1967 a Piero Bargellini e alla moglie Lelia, conservate nell’archivio personale del “sindaco dell’alluvione”. Sono documenti che raccontano direttamente la dimensione umana della catastrofe: le richieste di aiuto, le difficoltà quotidiane, le perdite subite dalla popolazione e, insieme, la grande ondata di solidarietà proveniente da tutta Italia e dall’estero.
Venerdì 6 novembre (ore 17) a Palazzo Medici Riccardi si terrà un evento istituzionale, tra musica e parole. Il concerto, coordinato dal Maestro Gregorio Nardi, accompagnerà la lettura di alcuni brani tratti da “Voci dall’Alluvione-Lettere al Sindaco Piero Bargellini e a sua moglie Lelia”. Alexander Sardon Trampus sarà al violino e Simone Librale alpianoforte. Lettura con Dimitri Frosali, Elena Bagni, Roberta Pratesi.
All’iniziativa sono stati invitati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro.
«Il ricordo dell’alluvione del ’66 è un’occasione per riflettere su quanto è accaduto, anche alla luce dei cambiamenti climatici attuali – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Il passato dovrebbe servire non solo come memoria ma anche come insegnamento per evitare di ritrovarsi anche oggi nella solita situazione».
«La memoria dell’alluvione ci consegna un’eredità fondamentale, di partecipazione e riscatto – sottolinea Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria –. Il programma di appuntamenti che proponiamo in questa occasione nasce proprio dall’esigenza di riaffermare la memoria come bene comune, indispensabile per affrontare le sfide ambientali che il presente ci pone».
Il progetto comprende anche una serie di Percorsi di Memoria dedicati al patrimonio culturale colpito dall’alluvione e alla figura di Piero Bargellini. Tra le iniziative figura l’esposizione “Danneggiato dall’alluvione del 4 Nov. 1966”, titolo che si rifà al contrassegno ufficiale apposto sui volumi e sui libri storici sommersi dal fango e dall’acqua. Saranno esposti libri rimasti gravemente danneggiati e volutamente non restaurati, accanto ad altri tornati alla loro originaria funzione grazie al lavoro dei restauratori. Due modi diversi di raccontare la stessa storia: da una parte la forza distruttiva dell’acqua e del fango, dall’altra la capacità di recuperare e conservare il patrimonio culturale.
Sono inoltre previste aperture straordinarie e visite alla Casa Studio di Piero Bargellini, il luogo nel quale il sindaco affrontò le ore più drammatiche dell’emergenza. Attraverso gli ambienti, i documenti e le testimonianze sarà possibile ricostruire il ruolo di Bargellini durante l’alluvione e il rapporto con la città nei giorni del novembre 1966. Insieme allo studio Bargellini compongono l’itinerario, denominato “1966. D’acqua e fango”, la Casa di Leonetto Tintori a Prato(riferimento imprescindibile per il recupero delle opere d’arte attraverso nuove tecniche dell’epoca), la Casa di Indro Montanelli a Fucecchio (il giornalista che diede voce ai fiorentini sulle pagine del Corriere della Sera) e la Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett a Firenze, specchio significativo del fenomeno degli “angeli del fango”.

