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Il noto chef Simone Rugiati , in una  confidenziale intervista ci parla di cibo e non solo.

 

Ciao Simone!

Allora è  noto a tutti coloro che ti seguono , il tuo serio impegno legato all’ambiente. Infatti hai avviato un progetto Bio e Green legati al buon cibo a km zero. Di cosa si tratta, ti va di parlarne con noi?

Ciao Angela.

Allora, il progetto è  molto complesso da spiegare pur basandosi su un concetto molto semplice. Nel senso che, per come si articolerà, potrebbe avere varie capillarizzazioni.

Potrebbe infatti essere il mio food loft green. Un posto in cui, invece di prediligere la velocità e la tecnologia, si farà rivivere tutto l’opposto.

Infatti lo sto integrando con un far vivere la natura, respirandola , mangiandola e divertircisi, senza fare la solita passeggiata tra le spighe di grano.

Noi dovremmo cambiare il nostro modo di mangiare e per farlo è  opportuno usare i prodotti che vivono e crescono in quel terreno. Infatti noi, stiamo piantando le sementi antiche, che tra un anno circa produrranno le prime piante di sementi autoctoni di quelle  colline di San Miniato e della Toscana. Per far ciò ho bisogno di finanziatori, perché vorrei creare qualcosa di simile ad un Hotel ma in cui poter fare delle attività, come vivere il trekking, il Padule di Fucecchio, portando i clienti a conoscere il tartufo. Cioè il mio intento è quello di condurre i clienti di un certo livello a star bene in un posto dove si ha un contatto con la natura, mangiando i prodotti piantati e cresciuti lì. Pertanto noi porteremo delle persone di un certo target da adulti a bambini, creando dei progetti con le scuole e le università, facendo dei laboratori, anche per quel che riguarda i prodotti cosmetici e faremo lavorare tutti i piccoli produttori che trattano prodotti biologici e noi li consorzieremo e li metteremo sul mercato.

Inoltre organizzeremo anche una sorta di laboratorio con le piante officinali, per far capire come funziona la natura.

Qui non c’è business , quello è  a Milano, invece qui voglio fare cose in un posto che mi fa stare bene, in cui scorre un’energia particolare e questa energia la assapori  anche in un cibo buono,  raccolto lì e cucinato bene.

L’idea è  quella di farci degli eventi dove il protagonista è quel prodotto che è nato lì, che poi quando te lo spiego in un  ambiente ben curato, moderno  e alla “milanese”, il cliente li vede e lo capisce . Infine il mio  è  un progetto ad ampio raggio che non sia il solito punto di ristoro ma che faccia vivere la Toscana  al cliente.  E mi sto battendo per avere tutti i prodotti di filiera, dall’olio al sale e finché non avrò tutto questo non aprirò ristoranti!

Da Cuochi e Fiamme passando per l’avventura da poco conclusa di Food Truck fino ad arrivare a Street food Battle su Italia 1. Quanto peso ha la  cucina in tivù? E credi che la gente si stia sensibilizzando verso un mangiar sano e responsabile?

Le cose non sono collegate. La cucina in televisione è  assurdo che in Italia sia partita dopo rispetto all’Inghilterra. Lì  la BNC è  in onda 24 ore su 24 con format di cucina da più di 30 anni. E noi  solo molto tempo dopo abbiamo avuto La prova del cuoco!

La nostra era una tradizione gastronomica blasonata che, ultimamente  si sta riprendendo, grazie ai vari programmi di cucina. Pensa che, c’è  una generazione di neo mamme che quando vengono ai miei catering, mi fanno delle domande dalle quali capisco che non sanno veramente  cuocere  una fetta di carne. Anche se uno cucina bene spesso con cotture improprie stressa il cibo e un cibo stressato per quanto buono può risultare va a influire sul nostro organismo. Dopotutto siamo quello che mangiamo, lì  c’è  il nostro carattere e le  nostre emozioni. Se provi a mangiare bene con prodotti che hanno fatto poca strada è  tutta un’altra cosa.  Le materie prime sono vive e il cibo è  fatto di energia.

Oggi  i programmi sulla cucina sono dei reality. Masterchef lo è! In questi programmi non si fanno dei tutorial sono basati sullo stress e sull’emotività dei partecipanti.

La cucina in tivù serve perché ha portato l’attenzione sul cibo, ma non dice su come alimentarsi. Invece sta crescendo l’attenzione sull’alimentazione. Infatti ho parlato con un luminare di grande livello, con cui sto studiando delle sinergie attraverso cui si possono curare tutte quelle cose che sono le intolleranze compresa la celiachia.

Sulla tua pagina Facebook hai scritto che : Stuzzicare è la tua passione. Da Chef, come consiglieresti di stuzzicare il palato del/ della proprio/a partner?

Questa è stata per anni la domanda che mi veniva posta, dopo quella sulla mia passione per la cucina. Per questo ti ringrazio per avermela fatta.

Praticamente, quando ero agli inizi della mia carriera, avevo fatto in marchio dal nome Show Cooking, poi non l’ho curato e a causa di scarsi intendimenti , non ho depositato il marchio. In realtà il vero termine sarebbe Cooking Show, oggi tutti parlano di Show Cooking ma quello era un mio marchio (…)

Quando si parla di conquistare col cibo una donna o viceversa non bisogna assolutamente preparare robe difficili, ti dico cose che uno chef non direbbe, cioè non c’entra un cavolo cosa cucini ma come è per  chi. Per cui niente cose difficili per non mettere in imbarazzo l’altra persona.

Fare solo due cose cucinate in modo semplice e le altre invece potrebbero essere degli ottimi prodotti italiani, come una buona burrata con dell’olio buono, qualcosa cioè da mettere al centro della tavola, ti consente di creare una cena divertente perché ci si guarda, si chiacchiera e rigorosamente si assaggia con le mani che è  molto più sexy e molto più buono! Poi devi pensare che l’altra persona che arriva a casa tua, lo sa che quella sera nel dopocena, non ci esci da lì  dentro. Secondo me bisogna rendere partecipe l’altra persona del finale di ciò che hai cucinato.

Anzi voglio fornirvi una cena tipo: Appena la persona è dentro casa  mettetela a  suo agio, sulla scelta tra un Bianco, un  Rosso  o delle Bollicine. Così in trenta secondi si trova con un bicchiere in mano. Poi, se tu hai ancora dei piatti da allestire, fatti dare una mano. Fai vedere che ti sei impegnato, perché, se mentre cucini non pensi a  qualcuno, stai facendo soltanto da mangiare, se ci metti del tuo allora fai qualcosa in più.

Organizza degli assaggi differenti, tipo tapas, anche se io preferisco l’italiano, in questo modo tu bevi di più perché tendi a  pulirti la bocca per assaggiare più cose.

Poi un consiglio se inviti una donna non fargli mai una pasta, che per quanto buona, non sortira’ lo stesso effetto di un dolce bomba al cioccolato. Ecco falle un dolce base cioccolato che non sbagli mai con una donna. Credimi non ho mai sentito  una donna rifiutare di mangiare un dolce al cioccolato.

L’ingrediente afrodisiaco non  è il peperoncino né  le ostriche o il caviale, ma la situazione, il cibo è  solo il tuo alleato.

Sii rilassato, prendi una buona bottiglia di vino, siediti e rilassati  e fai quello che devi farecioè arrivare in seconda base!

Per concludere, il nostro giornale si chiama Seidifirenzese. Allora ti chiedo, sei di Firenze se?

Sei di Firenze quando, se uno  ti chiede: – Dove andiamo a mangiare la fiorentina. Tu lo guardi e gli dici: – Si vede che non sei di Firenze. Perché non devi  chiedere dove andare a mangiare la fiorentina, perché vai in  un posto turistico.

Però ce n’è  una più bella: Sei di Firenze se … Verso il tocco dici: – “Sicché ì ché si mangia!

Questa espressione è  tutta nostra, a Milano non capirebbero mica il tocco cos’è!

 

Personalmente ringrazio la disponibilità di Simone e la sua simpatia nello scambiare delle piacevoli e molto interessanti informazioni in una amichevole chiacchierata sul cibo che sa coinvolgere tutto il nostro essere  nei suoi cinque sensi e oltre.