Protagonisti della sfida cuoche e cuochi di casa
Un tributo alla tradizione tutta fiorentina della zuppa inglese. E non poteva essere che il mercato di San Lorenzo, tempio della cultura enogastronomica di Firenze, a ospitare questo contest stracittadino. Ci sono dolci che si fanno in pasticceria e dolci che si fanno in cucina, la domenica, con le ricette che passano di generazione in generazione. La zuppa inglese appartiene a questa seconda specie, ed è per questo che sabato 7 novembre il Mercato Centrale di San Lorenzo le dedica un Palio gastronomico tutto suo.
Protagonisti saranno i fiorentini: cuoche e cuochi di casa non professionisti, gente che la ricetta non la legge ma la conosce a memoria. Arriveranno allo stand del Consorzio al piano terra del mercato centrale alle 10 con il proprio dolce, ognuno con il ciotolone in mano, e soprattutto il suo segreto, il suo modo di inzuppare il pan di Spagna. A giudicare i piatti sarà una giuria composta da chef e giornalisti, che assaggerà e premierà le tre migliori versioni. Il Palio è patrocinato dal Comune di Firenze e sostenuto da Confesercenti Firenze. Non è un caso che la gara si svolga qui. Il piano terra di San Lorenzo è il luogo dove Firenze continua a essere se stessa: tra i banchi e le voci dei mercanti, le tradizioni non sono un’esposizione per turisti ma una pratica quotidiana. In un centro storico che cambia in fretta, il Mercato resta un presidio di autenticità, un posto dove la cucina fiorentina si compra, si cucina e si tramanda. Il Palio della zuppa inglese nasce con questo spirito: difendere il cuore della città partendo da ciò che lo rende riconoscibile, cioè le sue ricette e le persone che le custodiscono.
Un dolce tipico fiorentino, ma con un nome inglese
Il nome inganna, perché la zuppa inglese è un dolce profondamente fiorentino. Secondo la tradizione, le sue origini risalgono al Rinascimento e alla corte medicea, dove il pan di Spagna bagnato e la crema trovarono la loro identità inconfondibile grazie all’Alchermes, il liquore rosso dal colore vivace che le dà la tipica tinta. Fu la curiosità dei viaggiatori e dei diplomatici inglesi, entusiasti del dolce assaggiato in città, a consegnargli per sempre quell’aggettivo, tanto che la storia vuole che la ricetta sia poi tornata oltreoceano a ispirare il trifle britannico. Una “zuppa” che di zuppa non ha nulla, un’“inglese” nata in riva all’Arno: un paradosso che i fiorentini custodiscono con orgoglio. Strati di crema pasticcera e di cioccolato, pan di Spagna e Alchermes: una ricetta semplice che sa di infanzia, di pranzi di festa e di cucine di famiglia. Sabato, a San Lorenzo, sarà possibile ritrovarla nelle mani di chi l’ha sempre fatta.

